L’intervento riguarda la riqualificazione urbanistica e funzionale dello spazio pubblico antistante la stazione Termini, articolato in due ambiti contigui: la piazza propriamente detta, di circa 39.000 mq, e la viabilità perimetrale (via Giolitti, via Marsala, via de Nicola), di circa 57.000 mq.
La proposta riorganizza i due ambiti come un unico sistema di spazio pubblico, estendendo alle arterie stradali il disegno della piazza attraverso un parterre a griglia adattiva che proietta sulla città la metrica 8×12 m delle banchine ferroviarie. Al centro del piazzale, una piazza d’acqua di circa 12.000 mq con venti fontane circolari a raso riattiva il rapporto visivo con le Terme di Diocleziano e le Mura Serviane; un sistema di 63 pennoni metallici alti 20 m sostiene un piano luminoso sospeso, composto da 604 corpi illuminanti, che ordina lo spazio e ne costituisce il riferimento notturno. Il capolinea bus, ridotto a 31 stalli e poi a 25 nello scenario di medio termine, viene traslato verso nord-est per restituire alla stazione l’affaccio verso il centro della città.
La condizione che caratterizza l’area è quella di un invaso dominato dalla mobilità su gomma, in cui la prospettiva verso il centro storico e le presenze archeologiche risultava interrotta: il progetto doveva riordinare i flussi e gli spazi della sosta senza interrompere il funzionamento del nodo intermodale.