Il parere dell’esperto (pag. 199)
Roberto Minnucci di Minnucci Associati Engineering (www.associatiminnucci.com) in collaborazione con IBIMI-Istituto per il Building Information Italia (www.ibimi.it)
Quali sono i vantaggi principali che derivano dall’utilizzo del BIM in architettura?
Progettare in modalità Open BIM Oriented permette di scambiare facilmente informazioni, attraverso file in formato “aperto”, con tutti gli altri attori della filiera, senza perdite qualitative.
• Da un modello tridimensionale solido si possono generare tutte le viste di progetto e gli elaborati utili nelle varie fasi della progettazione, di tutte le discipline ingegneristiche e architettoniche. Potenzialmente, un modello BIM 3D ben realizzato risulta essere il perfetto gemello dell’edificio reale in grado di comunicare tutte le informazioni necessarie, gestire attributi quali la resa dei materiali, i colori, la simulazione delle ombreggiature, l’analisi energetica in regime dinamico (impianti in funzione), computi metrici ecc. Ciò che viene realizzato, in pratica, è un “contenitore” di informazioni parametriche in grado di caratterizzare e distinguere componenti apparentemente
simili, utile dalla fase della progettazione preliminare a quella esecutiva. Per esempio, anche se tutte le pareti sono realizzate con la stessa funzione, possono differire per dimensione, materiale o modalità di computo.
• Attraverso il BIM si possono superare tutte quelle inefficienze tipiche della progettazione tradizionale: aggiornare viste e sezioni con semplicissimi passaggi, modificare velocemente progetti in corso d’opera, passare rapidamente dalla fase di concept alla fase costruttiva utilizzando il Twin Model per la gestione dell’edificio durante il suo ciclo di vita.
Quali sono i software maggiormente utilizzati?
La “corsa al BIM” che si verifica da dieci anni a questa parte ha portato le maggiori case software a strutturare soluzioni di BIM Authoring che potessero eccellere per facilità di progettazione e rapidità nella risoluzione delle problematiche nelle fasi di disegno 3D. Quasi tutte sono arrivate a ottimi prodotti software che aiutano l’architetto
e l’ingegnere nella creazione di modelli tridimensionali. Si sa che il BIM è una metodologia progettuale basata sull’interscambio delle informazioni tra coloro che partecipano al processo edilizio (committenza, ingegneri, strutturisti, impiantisti manutentori ecc.), quindi il fattore essenziale risulta essere lo scambio di fi le in formato aperto
(OPEN) tra le varie discipline.
• I software più utilizzati sono quelli che riescono a dialogare e scambiare fi le con altri software, evitando perdite di informazioni, riuscendo così a garantire un flusso crescente di informazioni utili in tutte le discipline della filiera.
Dal punto di vista del committente, che cosa cambia se l’architetto utilizza il BIM?
In primo luogo il committente deve sapere ciò che realmente vuole e deve essere formato e informato affinché comprenda l’uso del BIM e soprattutto del modello che si andrà a realizzare.
• Logicamente il Building Information Modeling non è “la panacea a tutti i mali” ma, in virtù dei vantaggi citati sopra, questa nuova metodologia progettuale, se ben sfruttata, rappresenta uno strumento straordinario di gestione anche per il committente, che sarà in grado così di gestire grandi e piccoli asset in maniera facilitata, specialmente sul lungo termine.